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Archive for the ‘L’autobus BLU’ Category

32 pollici

La donna dai lunghi capelli e zeppe vertiginose e con la forza di un uomo salì sull’autobus BLU con sotto il braccio un televisore piatto bianco di 32 pollici. Tutti la guardarono, autista compreso e lei dietro un enorme paio di occhiali da sole cercò dove sistemarsi con la sua televisione.

Dalla borsa spuntava il telecomando bianco ed il bimbo nella carrozzina glielo sfilò e fece quello che sapeva fare con un telecomando: pigiò i tasti. La televisione si accese e tutti la guardarono, autista compreso.

Il bimbo continuò a pigiare i tasti e alla televisione cambiavano le immagini trasmesse.

Intanto della confusione si stava creando tra i passeggeri, tra chi doveva scendere e chi voleva guardare meglio la televisione. E nella confusione una voce risuonò “VOGLIO IL TELECOMANDO!”. Si fece silenzio e tutti si girarono verso chi aveva parlato, autista compreso ed un coro si alzò “ANCH’IO!”.  La confusione crebbe, tutti guardavano tutti e puntavano al telecomando.

L’autobus BLU si fermò e la donna dai lunghi capelli, zeppe vertiginose e con la forza di un uomo prese il telecomando dal bimbo e scese con la sua televisione. Tutti guardarono, autista compreso chi la donna e chi la televisione.

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Che strana linea. Prima lo vedo passare dall’altra corsia e poi girata tutta la rotatoria eccolo riapparire in tutto il suo BLU splendente. O almeno dovrebbe essere che lo si vede apparire ma a dire il vero sono qui che aspetto e ne ho già visti diversi passare, si vedono in curva alla rotatoria ma all’altezza dell’albero non si vedono più riapparire.

Che strana linea. E’ come se sparissero nell’albero.

Vado verso quell’albero e avvicinandomi vedo un buco BLU sul tronco che risucchia gli autobus. E una domanda mi si accende in testa “Ma dove vanno?”

La curiosità mi assale e tenendo le mani ben salde sul tronco infilo la testa nel buco BLU. E li vedo tutti gli autobus BLU che viaggiano sereni in strade libere da macchine sui marciapiedi e sulle curve e da motorini che sbucano improvvisi e tutti quei fanali sembrano che sorridino al mondo.

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Anche oggi l’uomo con la barba e la valigetta è alla fermata dell’autobus.

Guarda l’autobus BLU arrivare ma non sale mai.

Ed io che mi sembra di conoscerlo già un po’ vorrei salutare quell’uomo anche solo per uno scambio di sguardi per carpirne l’essenza e soddisfare la curiosità che quell’uomo con la barba e la valigetta suscitano in me.

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L’autobus BLU viaggiava con il suo carico di varia umanità.

L’anziana signora salì ad una fermata con tutte le sue buste. Si sedette ad uno dei primi posti ed una volta sistemata si girò scrutando glia altri passeggeri, poi si rivolse al signore più vicino dicendo “Anche lei è stato al mercato?” ed una volta ricevuta risposta iniziò a parlare ininterrottamente di quando era fidanzata, di quando andava a lavoro in autobus fino ad arrivare alle disgrazie del marito.

L’anziana signora parlava ed intanto l’autobus BLU viaggiava e nel silenzio le parole di una vita rimalzavano in orecchi indifferenti e lei incurante di ciò continuava a parlare.

L’anziana signora scese alla sua fermata e guardò quell’autobus BLU ripartire salutando silenziosamente quella platea che nonostante tutto gli aveva permesso di parlare un po’.

 

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L’autobus BLU viaggiava con il suo carico di varia umanità districandosi  nel traffico. C’era chi guardava fuori dal finestrino, chi parlava con qualcun altro, chi al telefono e chi ascoltava musica, tutti accomunati dallo stesso dondolio e tutti in attesa della propria fermata.

La strada scorreva come del resto ogni mattina finchè all’avvicinarsi di un incrocio ecco che arrivò inattesa e secca la frenata. L’autobus BLU si fermò di scatto e tutti i passeggeri si mossero a quello scatto proiettati in avanti, c’è chi si ritrovò sui piedi del vicino, chi addosso al compagno di seggiolino, chi con la faccia a pochi centimentri dal finestrino.

Di sicuro per tutti  il tempo si fermò in un attimo mentre i corpi si muovevano senza alcun controllo in quell’attimo. E poi il tempo riprese il suo corso ed ognuno dopo una sistemata ai capelli ha continuato ad aspettare la propria fermata continuando ad essere accomunati solo dal dondolio dell’autobus BLU.

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Il risveglio

E’ ancora buio ma è già mattina e l’autobus BLU riscalda il motore, accende tutte le luci e parte verso le sue fermate. Ad ognuna salgono persone con le loro sciarpe e i loro cappelli, occhi assonnati e sguardi assenti nella routine quotidiana. L’autobus BLU guardò i suoi passeggeri per un attimo e al semaforo invece di continuare la dirittura svoltò verso il viale alberato. Ci volle un po’ prima che i passeggeri si accorgessero del cambiamento del percorso. Prima si scambiarono sguardi  sconcertati e poi cominciarono le domande “Ma ho sbagliato autobus?”, “Ma dove sta andando?”, “Ma quest’autobus BLU chi si crede di essere? un autobus ROSSO?”, “Ma ci porterà dove dobbiamo andare?”. Le domande incalzavano, l’autobus BLU viaggiava, il viale scorreva e l’alba si annunciava.

L’autobus BLU incurante delle proteste dei passeggeri continuò la sua corsa fino ad arrivare allo spiazzo del lago, dove si fermò ed aprì le porte. Alla vista del lago inondato dai colori dell’alba tutte le polemiche si placarono, gli sguardi si riempirono prima di stupore e poi di meraviglia. L’autobus BLU guardò quegli sguardi vivi e si sentì per un attimo partecipe delle vite altrui.

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La straniera

La straniera si alzò di primo mattino intenzionata a visitare tutta la città.

Camminò molto con la sua cartina ed arrivata ad una fermata vide l’autobus BLU in attesa. A lui si rivolse per sapere se il Duomo fosse stato vicino. L’autobus BLU che si trovava al capolinea della periferia della città non trovò le parole per dirle che aveva camminato così tanto ma invano.

Le disse di salire a bordo, fece scendere i passeggeri che erano saliti chiuse le porte e partì alla volta del centro città. L’autobus BLU lasciò la periferia insieme a quella straniera che gli sorrideva e gli diceva “YOU ARE BEAUTIFUL!!”

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