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Archive for aprile 2014

32 pollici

La donna dai lunghi capelli e zeppe vertiginose e con la forza di un uomo salì sull’autobus BLU con sotto il braccio un televisore piatto bianco di 32 pollici. Tutti la guardarono, autista compreso e lei dietro un enorme paio di occhiali da sole cercò dove sistemarsi con la sua televisione.

Dalla borsa spuntava il telecomando bianco ed il bimbo nella carrozzina glielo sfilò e fece quello che sapeva fare con un telecomando: pigiò i tasti. La televisione si accese e tutti la guardarono, autista compreso.

Il bimbo continuò a pigiare i tasti e alla televisione cambiavano le immagini trasmesse.

Intanto della confusione si stava creando tra i passeggeri, tra chi doveva scendere e chi voleva guardare meglio la televisione. E nella confusione una voce risuonò “VOGLIO IL TELECOMANDO!”. Si fece silenzio e tutti si girarono verso chi aveva parlato, autista compreso ed un coro si alzò “ANCH’IO!”.  La confusione crebbe, tutti guardavano tutti e puntavano al telecomando.

L’autobus BLU si fermò e la donna dai lunghi capelli, zeppe vertiginose e con la forza di un uomo prese il telecomando dal bimbo e scese con la sua televisione. Tutti guardarono, autista compreso chi la donna e chi la televisione.

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Che strana linea. Prima lo vedo passare dall’altra corsia e poi girata tutta la rotatoria eccolo riapparire in tutto il suo BLU splendente. O almeno dovrebbe essere che lo si vede apparire ma a dire il vero sono qui che aspetto e ne ho già visti diversi passare, si vedono in curva alla rotatoria ma all’altezza dell’albero non si vedono più riapparire.

Che strana linea. E’ come se sparissero nell’albero.

Vado verso quell’albero e avvicinandomi vedo un buco BLU sul tronco che risucchia gli autobus. E una domanda mi si accende in testa “Ma dove vanno?”

La curiosità mi assale e tenendo le mani ben salde sul tronco infilo la testa nel buco BLU. E li vedo tutti gli autobus BLU che viaggiano sereni in strade libere da macchine sui marciapiedi e sulle curve e da motorini che sbucano improvvisi e tutti quei fanali sembrano che sorridino al mondo.

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Dentro

Dentro

gabbie immaginarie

lo spazio diventa infinito

con due ali

con cui volarci

dentro.

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