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Archive for luglio 2012

Anche oggi l’uomo con la barba e la valigetta è alla fermata dell’autobus.

Guarda l’autobus BLU arrivare ma non sale mai.

Ed io che mi sembra di conoscerlo già un po’ vorrei salutare quell’uomo anche solo per uno scambio di sguardi per carpirne l’essenza e soddisfare la curiosità che quell’uomo con la barba e la valigetta suscitano in me.

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L’autobus BLU viaggiava con il suo carico di varia umanità.

L’anziana signora salì ad una fermata con tutte le sue buste. Si sedette ad uno dei primi posti ed una volta sistemata si girò scrutando glia altri passeggeri, poi si rivolse al signore più vicino dicendo “Anche lei è stato al mercato?” ed una volta ricevuta risposta iniziò a parlare ininterrottamente di quando era fidanzata, di quando andava a lavoro in autobus fino ad arrivare alle disgrazie del marito.

L’anziana signora parlava ed intanto l’autobus BLU viaggiava e nel silenzio le parole di una vita rimalzavano in orecchi indifferenti e lei incurante di ciò continuava a parlare.

L’anziana signora scese alla sua fermata e guardò quell’autobus BLU ripartire salutando silenziosamente quella platea che nonostante tutto gli aveva permesso di parlare un po’.

 

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Uno specchio

Uno specchio.

La realtà e il suo riflesso.

Lei con le sue poche parole

e lei con pensieri sconfinati.

Lei con un filo di voce

e lei con un tono penetrante.

Lei con la sua riservatezza

e lei completamente nuda.

L’illusione prende la sua forma

e la realtà vacilla.

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Ai margini

Ai margini della mia realtà

osservo gli altri

che vivono

ed io

trascinandomi nei giorni

cerco nei sorrisi

quel po’ di complicità

che mi fa sentire partecipe

di questa vita.

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E mi abbandono al vento

ancora una volta

come tutte le volte

che la realtà è ostile.

Svicolo

sfuggo

rasento i margini

e mi sento unica

e totalmente sola

nell’abbraccio

del mondo.

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Una capanna

Una capanna, un’aia che c’erano e non ci sono più.

Una bambina che ci girava in bicicletta,

una famiglia che ci si ritrovava con poca fretta.

Una bambina che spianava il pavimento

e poi ci giocava un gioco lento.

Quanto movimento hanno visto l’aia e la capanna

che tenendosi per mano si sono accompagnate negli anni.

E quante persone hanno popolato il suo vedere.

Persone che come l’aia e la capanna rimarranno solo nei ricordi.

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Il silenzio

Con fare sinuoso

il silenzio

mi ha avvolta

ed osservo

gli altri

che parlano

in una realtà

lontana

una vita

da me,

la mia vita.

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